L’Importanza e le Opportunità dell’Industria Petrolifera Italiana
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11 Settembre, 2015

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Lo studio, sotto il coordinamento del Prof. Alberto Clô (Università di Bologna), è stato condotto da: Dr. Filippo Clô, Dr.ssa Agata Gugliotta, Dr.ssa Lisa Orlandi, Dr.ssa Chiara Proietti Silvestri.

Hanno inoltre collaborato allo studio il Prof. Ing. Paolo Macini (Università di Bologna), il Prof. Avv. Stefano Colombari (Università di Bologna, Studio Caia), il Prof. Antonio Bartolini (Università di Perugia), la Dott.ssa Serenella Pieroni (Università di Perugia).

 

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1. Il Ruolo del Petrolio negli Scenari Energetici Internazionali e Nazionali

 

Il matematico danese Niels Bohr ha scritto “fare previsioni è molto difficile. Soprattutto sul futuro”. CAP1_2012-Studio RIEAggiungiamo noi: soprattutto nell’energia. Ma col futuro dobbiamo fare i conti, prefigurarlo, fronteggiarlo per modificare il corso delle cose verso finalità che si intendono perseguire, nella consapevolezza che l’esito delle nostre azioni non potrà che avvertirsi nel lungo periodo. Il dato cruciale con cui il mondo dell’energia si trova oggi a confrontarsi è l’incertezza, che avvolge ogni variabile fondamentale dei futuri scenari…segue

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2. Le risorse di idrocarburi in Italia

 

CAP2_2012-Studio RIEL’industria petrolifera mondiale muove i primi passi nella seconda metà dell’Ottocento, il 27 agosto 1859, quando a Titusville, una remota località della Pennsylvania, Edvin Laurentine Drake inizia a produrre petrolio greggio da un pozzo perforato a circa 20 metri di profondità. A questa data convenzionale si fa risalire l’inizio della moderna industria petrolifera. Peraltro già in altri paesi si erano perforati o scavati manualmente pozzi petroliferi tra cui l’Italia: annoverata allora come “Pennsylvania d’Europa”. Appena unificato, il nostro Paese seppe dare un impulso rilevante allo sviluppo dell’industria petrolifera, mantenendo sin dalla sua fase pionieristica posizioni di non secondaria rilevanza nel contesto mondiale per poi guadagnarvi livelli di preminenza nonostante gli enormi svantaggi che ha dovuto superare: la ritrosia del capitale privato ad investirvi; l’endemica scarsità interna di materie prime; la debolezza politica del nostro Paese nello scenario internazionale; l’assenza dei retaggi coloniali su cui i grandi trust avevano forgiato il loro dominiosegue

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3. L’industria italiana degli idrocarburi

 

La storia dell’industria petrolifera ha sin dall’inizio evidCAP3_2012-Studio RIEenziato la centralità della leva tecnologica nello sviluppo dell’intera catena operativa dell’upstream petrolifero. Dalle tecnologie dipendono i principali parametri produttivi dell’industria: tasso di successo esplorativo, recupero dei campi, efficienza della produzione, miglioramento delle condizioni di sicurezza delle operazioni, riduzione dell’impatto ambientale. Innovazione e know how tecnologico sono decisivi per raggiungere una serie di obiettivi strategicisegue

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4. Le ragioni per operare

CAP4_2012-Studio RIE webIl forte squilibrio del nostro mix energetico verso gli idrocarburi – obbligato dalla struttura dei consumi finali e dalla rinuncia ad altre fonti – fa dell’Italia uno dei paesi più dipendenti dall’estero per la copertura della propria domanda di energia con un divario di 30 punti percentuali rispetto alla media dell’Unione Europea (83% vs. 53% nel 2010)13. La sostanziale invarianza di tale dipendenza da mezzo secolo in qua (Tab. 9) dà conto dell’inefficacia delle politiche energetiche che pur avevano come prima finalità quella di ridurlasegue

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5. Upstream tra diritto, sicurezza e burocrazia

 

La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi fanno parte del c.d. diritto minerario ed inoltre ricadono nel settore energetico, materia di legislazione concorrente tra Stato e Regioni (art. 117, comma 3 della Costituzione). L’odierna disciplinCAP5_2012-Studio RIE weba giuridica della materia è l’esito del sovrapporsi nel tempo di numerose normative, basate anche sul presupposto che i giacimenti di idrocarburi rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato o delle Regioni ex art. 826 del Codice civile. I principi fondamentali della disciplina mineraria sono rimasti in gran parte quelli di cui alle leggi di base del 1927 e degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, mentre le procedure amministrative per il rilascio dei titoli minerari sono state aggiornate nel tempo con l’inserimento, tra l’altro, di valutazioni ambientali preventive e, per le attività a terra, con la necessità di intese con le Regionisegue

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6. L’upstream italiano tra opposizione e consenso

 

“Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati ai diversi livelli. Al livello nazionale, CAP6_2012-Studio RIE webciascun individuo avrà adeguato accesso alle informazioni  concernenti l’ambiente in possesso delle pubbliche autorità, comprese le informazioni relative alle sostanze ed attività pericolose nella comunità, ed avrà la possibilità di partecipare ai processi decisionali. Gli Stati faciliteranno ed incoraggeranno la sensibilizzazione e la partecipazione del pubblico rendendo ampiamente disponibili le informazioni. Sarà assicurato un accesso effettivo ai procedimenti giudiziari ed amministrativi, compresi i mezzi di ricorso e di indennizzo. Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo (1992)segue

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