Le ricadute dell’aumento delle Royalties (maggio 2013) sulle Entrate della Regione Siciliana. Un’analisi sulla base dei bilanci degli operatori
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La Produzione di Idrocarburi in Sicilia e le ricadute in Royalties e Fiscalità: analisi dei consuntivi 2012-2013 e proiezione al 2017

 

1. Royalties
I risultati dell’esercizio 2013 dei tre Operatori upstream attivi in Sicilia indicano inequivocabilmente che la misura di incremento delle Royalties dal 10% al 20% e la cancellazione delle franchigie, in vigore dal 17 maggio 2013, non permette il raggiungimento dell’obbiettivo del Legislatore di ottenere un aumento del gettito fiscale complessivo.
I dati per l’anno 2013 (vedi Tab.1 e Fig.1) dimostrano infatti che, nonostante si sia verificato un lieve aumento della produzione di idrocarburi del 2,3% rispetto all’anno precedente, il gettito fiscale complessivo per la Regione Siciliana diminuisce di 22 milioni di euro (-19%) rispetto al 2012.
Ciò è evidentemente causato dalla diminuzione dell’imponibile conseguente al raddoppio dell’aliquota e all’eliminazione della franchigia. Anche se non vi fossero state variazioni del prezzo del petrolio, accentuate dal peggioramento del cambio euro/dollaro tra il 2012 e 2013, la riduzione delle entrate per la Regione avrebbe superato i 20 milioni di euro.
Parte del crollo delle entrate alla Regione è stato compensato da maggiori introiti per i 10 comuni interessati dall’attività, ma le entrate complessive ‘Regione+Comuni siciliani’ sono comunque inferiori di 4,7 milioni di euro rispetto al 2012.
Anche le entrate dello Stato sono calate di 4,4 milioni di € nel 2013, il 17% in meno rispetto all’anno precedente.
Allo stesso modo, l’esercizio di simulazione per il quadriennio 2014-2017 indica una situazione che andrà sempre più peggiorando negli anni futuri se si mantiene il regime di royalties attualmente in vigore (vedi Fig.2 e Fig.3). Un ritorno al regime precedente (aliquota del 10% con franchigie) consentirebbe di aumentare di circa 120 milioni di euro le entrate della Regione provenienti dalla produzione di idrocarburi nell’Isola.
Questa situazione è facilmente riconducibile a tre fattori principali:
1) Le royalties sono fiscalmente deducibili dall’imponibile diminuendo l’importo dell’imposta stessa.
2) Un incremento delle Royalties, e in misura maggiore l’abolizione delle franchigie, rendono i campi petroliferi non più economici — specialmente i campi minori (i campi in Sicilia e in Italia non sono certo comparabili in termini di estensione e riserve ai campi della Penisola Arabica o a quelli del Nord Africa) — condannandoli alla chiusura, con impatto negativo non solo sulla fiscalità ma anche sull’occupazione diretta e dell’indotto. Ne consegue una diminuzione della produzione totale di idrocarburi con proporzionale diminuzione  del gettito fiscale complessivo (Royalties + Imposte).
3) Le royalties non contribuiscono a favorire gli investimenti, considerando che:

– i costi della fase esplorativa sono a rischio dell’operatore (mediamente 30% di probabilità di successo), e
– in caso di successo e sviluppo commerciale, il prelievo alla fonte delle royalties rende difficile l’economicità del progetto stesso, che altrimenti sarebbe comunque in grado di generare profitti e quindi “imposte”.

E’ per le ragioni di cui sopra che i Paesi produttori del Mare del Nord sono giunti alla conclusione di cancellare le Royalties favorendo gli investimenti, incrementando produzione e profitti per l’Amministrazione Pubblica, con gettiti fiscali in aumento.

2. Investimenti e Occupazione

Gli investimenti di 2,4 miliardi di euro nei prossimi 4/5 anni per la realizzazione dei progetti elencati nel “Protocollo di Intesa tra Regione Siciliana e Assomineraria” sottoscritto nel giugno 2014, generano una ricaduta di almeno il 60% del loro ammontare sul territorio siciliano e le sue imprese. Come dimostrano i progetti già operanti in Sicilia, nuovi investimenti significano un incremento di attività nell’indotto economico/industriale, principalmente nei seguenti settori:
– cantieristica navale (due piattaforme da costruire),
– ingegneria e costruzioni meccaniche,
– ingegneria e montaggi elettrico/strumentali,
– servizi trasporti a terra e a mare,
– ricezione alberghiera e ristorazione,
– logistica e centri di bonifica/trattamento rifiuti.
L’incremento di attività richiede un proporzionale incremento di occupazione di personale.

Ciò significa garantire non solo il livello occupazionale esistente, ma aumentarlo di almeno altre 5.000 unità (il livello occupazionale, è bene chiarirlo, non termina al completamento della costruzione degli impianto, ma continua per tutta la vita produttiva dei campi, per decenni, essendo necessari continui lavori di manutenzione e ampliamento).
3. Ambiente sicurezza e territorio

Come più volte sottolineato l’attività di Esplorazione e Produzione (E&P) gode dei migliori indici di sicurezza e protezione ambientale (fonte INAIL). Non inquina ed è rispettosa dell’ambiente. 

Nella perforazione dei pozzi, sia a terra che a mare, viene applicata la regola del “ZERO DISCHARGE”. Detriti di perforazione, rifiuti e altre rimanenze solide e liquide vengono portate nei punti di discarica, in infrastrutture idonee e autorizzate a trattare simili sostanze.
Anche per quanto riguarda l’inquinamento marino, è stato da più fonti accertato che, nel Mediterraneo, questo è causato per il 60% da scarichi civili e industriali e per il 40% dal trasporto marittimo. L’apporto dell’attività E&P è insignificante, valutata in meno dello 0,1% (dati Rempec/UNEP, UniBO, PoliMI, Legambiente).
Gli operatori E&P sono aperti al dialogo, alla collaborazione e al coinvolgimento con le varie attività presenti, quali Pesca, Turismo e Agricoltura, nonché con le amministrazioni Regionali e Comunali per ottenere una  convenienza  di reciproco beneficio nell’esecuzione dell’attività.



 

Tab. 1 – Produzione vs Royalty e Fiscalità: 2012-2013

 

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Fig. 1 – Royalty e Fiscalità da O&G in Sicilia: 2012-2013 (Tutti gli Operatori)

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Fig.2 – Regime di Royalties e Fiscalità a Medio Termine: due scenari 2014-2017 (Tutti gli Operatori)

 

 

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Fig.3 – Regime di Royalties e Fiscalità a Medio Termine: due scenari 2014-2017 (Tutti gli Operatori)

 

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Rassegna Stampa

 

Data Testata Titolo
08.08.2014
Gazzetta del Sud
Assomineraria. Nessun beneficio dall’aumento delle royalties
02.08.2014
Il Sole 24 Ore
Royalties petrolifere: boomerang in Sicilia
02.08.2014
Sicilia Catania
“Royalties sul petrolio? Un prelievo che riduce utili ed entrate fiscali”
29.07.2014
Gazzetta del Sud
Royalty petrolifere triplicate
26.07.2014
Sicilia Catania
Le royalties raddoppiate fruttano 55 milioni