Bilancio di Sostenibilità di Eni nel mondo 2016
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30 Aprile, 2017

 

 

 

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Eni for 2016 è l’occasione di fare un bilancio, quello di tre anni sfidanti ed entusiasmanti che, pur in un contesto geopolitico e di mercato particolarmente complesso, ci hanno rafforzato e accompagnato in un percorso di crescita e trasformazione. Eni da una struttura divisionale qual era, con duplicazione di funzioni e processi, è diventata oggi una società integrata dell’energia. Le attività di esplorazione e produzione sono state ulteriormente rafforzate e i business mid-downstream, gas, raffinazione e chimica, sono stati ristrutturati per dar loro nuova vita e riportarli, dopo anni di perdite, ad essere nuovamente profittevoli. Un percorso non semplice.

Il cambiamento verso un’azienda più agile e resiliente era necessario ed è diventato realtà grazie a tutte le persone di Eni. Proprio loro sono il motore di tutto.

E’ loro il contributo e l’impegno per poter rispondere alle grandi sfide che abbiamo la responsabilità di affrontare, perchè il settore privato può e deve svolgere un ruolo cruciale come motore di sviluppo duraturo, bilanciando obiettivi di business e crescita socio-economica locale, in un’ottica di lungo termine.

Anche per questo ci misuriamo con i Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite e, nell’ottobre 2016, ho confermato la mia presenza nel Board of Directors dell’SDG Center for Africa, con sede a Kigali, in Ruanda, al fine di rafforzare il nostro impegno nella definizione di soluzioni concrete per lo sviluppo dei Paesi di presenza. Impegno che sarà ulteriormente amplificato grazie alla collaborazione con i Governi, la società civile e le università.

Come operatori energetici abbiamo quindi la responsabilità di affrontare e risolvere due grandi sfide: massimizzare l’accesso all’energia e combattere il cambiamento climatico.

Oggi nel mondo assistiamo a enormi e inaccettabili differenze, divari e contraddizioni fra un “Nord” e un “Sud” di un pianeta che ospita ormai oltre 7 miliardi di persone, il cui 82% è concentrato in Paesi Non-OCSE con un PIL medio di circa 5.000$ pro capite, circa 7 volte inferiore a quello dei Paesi OCSE. La dimensione di tale differenza è ancora più evidente considerando che 1,3 miliardi di persone, fra Africa e Far East, non hanno ancora accesso all’energia elettrica, e 2,7 miliardi di persone usano biomasse per cucinare, rischiando gravi danni alla salute.

La vera contraddizione è che in questi Paesi si concentra circa il 90% delle risorse energetiche mondiali, un volano di potenziale ricchezza per i Paesi in via di sviluppo. Nel combattere la povertà energetica, che non permette quello sviluppo cui ogni essere umano ha diritto, bisogna al contempo ridurre l’impatto ambientale, per poter garantire un futuro sostenibile per tutti.

Per poter affrontare queste grandi sfide, caratteristiche del settore dell’energia, Eni ha definito una chiara strategia integrata di lungo termine, presentata anche all’evento ESG dedicato agli investitori, il 30 settembre 2016, a Parigi.

Una strategia che concilia la solidità finanziaria con la sostenibilità sociale e ambientale, per creare valore di lungo termine per tutti gli stakeholder.

Tre i fattori critici di successo di Eni per implementare queste sue linee guida strategiche:

  • un percorso ben definito di decarbonizzazione;
  • un modello operativo che riducei rischi oltre che gli impattiambientali e sociali;
  • un modello di cooperazione con i Paesi ospitanti.

Sono questi gli elementi fondanti della nostra cultura aziendale, sui quali ci confrontiamo e di cui vogliamo dare evidenza in questo report.

 

1. Innanzitutto l’impegno di Eni a farsi promotrice del processo di transizione energetica per un futuro low carbon si sostanzia principalmente nel ridurre le emissioni delle sue attività, sviluppare le energie rinnovabili e garantire l’accesso all’energia.

Con il nostro piano di riduzione delle emissioni GHG nel 2016, abbiamo continuato a ridurre l’indice emissivo del 9% e continueremo a farlo per traguardare l’obiettivo di riduzione del 43% al 2025.

Proseguiremo inoltre a crescere nella produzione di gas naturale, il ponte verso un futuro low carbon, e a sviluppare progetti, sia in Italia che all’estero, per installare una capacit. da rinnovabili di 463 MW entro il 2020. La nostra chiara ed efficace strategia di decarbonizzazione . stata anche oggetto di un importante riconoscimento: unica fra le major, Eni . stata inclusa nella “A List” del CDP che . il riferimento per gli investitori nella valutazione della strategia sul cambiamento climatico.

Insieme ad altre importanti aziende del settore, Eni è stata anche una delle cinque società fondatrici dell’OGCI (Oil and Gas Climate Initiative) che oggi ne conta dieci, un’iniziativa volta ad accelerare lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni. In tale ambito, nel 2016, abbiamo contribuito alla costituzione dell’OGCI Climate Investment, un veicolo societario attraverso il quale verr. investito 1 miliardo di dollari in 10 anni per lo sviluppo di tecnologie low carbon.

 

2. Per rendere più efficiente l’accesso a nuove risorse energetiche e minimizzare i rischi lungo l’intero ciclo produttivo, conduciamo le nostre attività con un modello operativo di eccellenza, volto alla sicurezza delle persone e degli asset, nel rispetto dell’ambiente e attraverso l’impegno nella ricerca e sviluppo.

Grazie a questo modello negli ultimi tre anni siamo stati top performer del settore nella riduzione degli indici infortunistici, registrando valori di TRIR (Total Recordable Injury Rate) sia per i dipendenti sia per i contrattisti significativamente inferiori rispetto al valore medio dei peers. Nel 2016 abbiamo ridotto il TRIR del 20,8% rispetto al 2015, raggiungendo un livello di 0,35. Puntiamo a raggiungere zero infortuni e investiamo in formazione per la diffusione della cultura della sicurezza.

 

3. Infine, il nostro modello di cooperazione, finalizzato a supportare lo sviluppo locale, minimizzare i gap socio-economici e coinvolgere tutti gli stakeholder.

Per questo il nostro modo di lavorare, volto proprio a colmare i gap di sviluppo locale, punta allo sviluppo di risorse domestiche per la crescita locale.

Nei territori in cui siamo presenti, non investiamo semplicemente nella produzione di olio e gas per export, ma soprattutto per il mercato inland, investendo anche in settori lontani dal core business, come il power, per dare accesso all’energia, riducendo il profitto di oggi per avere valore domani.

Nell’ambito della cooperazione con i Paesi in cui operiamo sono stati portati avanti importanti progetti di accesso all’energia, sia a livello infrastrutturale, come la costruzione e riabilitazione di reti e centrali elettriche, che di produzione di gas, in primis per i mercati locali

per alimentare le centrali elettriche dei Paesi. Una dimostrazione concreta di questo nostro modo di agire è rappresentato, per esempio, da quanto abbiamo fatto in Congo e Nigeria dove sono stati investiti 2 miliardi di $, fornendo, rispettivamente, il 60% e il 20% dell’energia elettrica di questi due Paesi. Complessivamente, in Africa Sub-Sahariana, oggi diamo elettricit. a 18 milioni di persone.

Questo modello verrà presto replicato in Angola e Ghana, dove abbiamo già avviato l’Offshore

Cape Three Points (OCTP), così come in Mozambico.

Inoltre portiamo avanti attività a supporto dello sviluppo locale, quali l’elettrificazione off e on grid di villaggi del Delta State in Nigeria o gli interventi a favore dell’imprenditoria locale, della diversificazione economica, dell’accesso all’acqua potabile, della salute delle comunità e dell’educazione. In Italia, siamo stati la prima società italiana a firmare un Protocollo d’intesa

per l’integrazione scuola-lavoro.

La formazione è la base di ogni crescita.

Questo approccio fonda le sue radici innanzitutto nel rispetto dei diritti umani. Nel 2016 abbiamo rafforzato l’impegno in questo campo, avviando un percorso di sensibilizzazione interno che vedrà coinvolte tutte le persone di Eni.

L’avvio di questo processo è stato un incontro dedicato in cui io, in prima persona, insieme a tutta la linea manageriale, ci siamo confrontati con gli esperti delle più autorevoli organizzazioni, tra cui il Danish Institute for Human Rights, Amnesty International, l’Institute for Human Rights and Business, University of Notre Dame e IPIECA.

 

Il nostro modo di operare, che identifica in maniera distintiva Eni, è ben rappresentato e sintetizzato dalla nostra nuova mission, che mette al centro proprio le persone, la passione che ci mettono ogni giorno nelle operazioni più complesse e remote, la loro competenza, professionalità, capacit. di mettersi in gioco, la loro forza di volontà. Ma non solo. La nostra mission riconosce anche il valore della diversità, una diversità che è una risorsa, quella di Paese, nazionalità, genere, cultura, religione, credo, quelle differenze che arricchiscono, che fanno crescere nel rispetto reciproco e nell’inclusione e che creano e conducono a quelle solide partnership di lungo termine con le comunità che ci ospitano.

Proprio le comunità locali sono il nostro principale riferimento perchè crescere insieme è l’unico modo per essere riconosciuti come un partner credibile.

Puntiamo a costruire quello sviluppo che deve essere di tutti, perchè il futuro degli altri è anche il nostro. Questo è il nostro contributo al bene comune e questi gli aspetti che verranno approfonditi da questa pubblicazione.

 

(Messaggio agli Stakeholder – AD Claudio Descalzi)