Per una nuova governance ambientale: incontro in Assoil School

21 Dicembre, 2017

 

 

 

Le interazioni tra pubblico e privato nell’individuare nuovi e più adeguati modelli di governance dell’ambiente sono stati al centro del convegno ospitato da Assoil School: “Governance dell’Ambiente. Profili giuridici e visioni territoriali”.

 

Presso la scuola di Viggiano, magistrati, rappresentanti legali di importanti realtà imprenditoriali e di associazioni del territorio, e esponenti politici hanno trattato il tema della gestione dell’ambiente nelle sue diverse implicazioni economiche, sociali e giuridiche, nell’incontro promosso dalla Camera Forense Ambientale (CFA).

 

Dinanzi a una platea di 200 persone, Cinzia Pasquale, presidente della CFA, ha introdotto i lavori auspicando il superamento degli steccati tra gestione pubblica dell’ambiente e tutela degli interessi privati, per introdurre nuovi modelli di governance che non abbiano “bisogno di proteggersi dall’interferenza privata ma la invochino sul presupposto di saperla elaborare”.

 

Il panel dei relatori, composto da Amedeo Postiglione e Luca Ramacci (Corte di Cassazione), Michele Bianco (Eni), Vincenzo Lapenna (CNR), Francesco Pietrantuono (Regione Basilicata) e Marica Di Pierri (Centro Documentazione Conflitti Ambientali) ha introdotto una serie di approfondimenti su diversi aspetti collegati al tema: la giustizia internazionale, l’attuale giurisprudenza con i suoi effetti economici e occupazionali, il sottile equilibrio tra diritto pubblico e privato in tema di sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente, il ruolo rivestito dalla politica locale, gli strumenti per la giustizia ambientale disponibili e utilizzabili nei conflitti territoriali, e l’importanza della ricerca scientifica nel processo di formazione di una nuova governance ambientale.

 

Prima delle conclusioni affidate a Luciano Petrullo (CFA), l’intervento di Sergio Polito, vicepresidente Settore Beni e Servizi di Assomineraria, ha chiuso le relazioni proponendo il ruolo delle tecnologie e delle competenze per l’implementazione di una governance ambientale sempre più strutturata e diffusa. Il sistema normativo in vigore tuttavia non è adeguato alle trasformazioni che le aziende stanno attuando. Serve quindi un riordino generale della normativa per contribuire a migliorare la strategia complessiva del Paese sotto l’aspetto della competitività e della sicurezza, senza far venire meno la tutela dell’ambiente o fermare il processo di decarbonizzazione in atto.

 

Polito auspica inoltre una revisione dei processi di programmazione degli interventi nel territorio nonché la creazione di network pubblici/privati per armonizzare a livello europeo e nazionale regole e best pratices del settore.