Minerali solidi: tra valorizzazione e tutela ambientale

Numero 1, 2015

 

Il rapporto tra attività estrattiva, con particolare riferimento a quella relativa alle miniere, e tutela del territorio, dell’ambiente e del paesaggio è complicato e conflittuale”, questa la premessa di Marco Sertorio, Presidente del Settore Minerario di Assomineraria nel suo intervento alla Giornata Universitaria delle Materie prime organizzata dalla Commissione Europea a Milano lo scorso ottobre. Un appuntamento rivolto ai giovani che studiano la valorizzazione delle materie prime.

 

La disciplina mineraria italiana è contenuta nel Regio Decreto 29 luglio 1927 n. 1443 che pone importanza esclusivamente al recupero delle risorse minerarie presenti sul territorio nazionale. Negli ultimi quarant’anni la centralità dei valori ambientali e paesaggistici non è stata integrata nella normativa. Per superare questo dualismo bisogna sottolineare la valenza di alcuni minerali strategici ed il loro recupero secondo il modello dello sviluppo sostenibile. In Europa le indicazioni di priorità date alle materie prime con la “comunicazione“ della Commissione del 2008 sono state interpretate nel quadro delle strategie 2020 per un vaglio intelligente e sostenibile che incoraggi l’attività estrattiva.

 

Sertorio ha precisato la necessità di “ripensare la materia anche sotto un profilo di progettazione, prevedendo un riutilizzo che possa inserirsi nel contest territoriale della zona”.