Idrocarburi, l’oro della Sicilia: investimenti, ricadute e ambiente

Numero 1, 2015

 

Valorizzare le risorse di petrolio e gas del nostro sottosuolo significa ridurre la dipendenza energetica dall’estero e assicurare crescita economica e occupazionale per il territorio. Uno dei principali patrimoni energetici del nostro paese è in Sicilia – terza regione italiana per produzione di idrocarburi dopo Basilicata ed Emilia Romagna. Nel 2013 la Sicilia ha prodotto circa il 20% dell’olio greggio nazionale e il 4% del gas estratto in Italia.

 

Numeri che si traducono in occupazione – 2.100 addetti tra compagnie, contractors e indotto non oil & gas – e imprese siciliane coinvolte – più di 150 – per un fatturato di circa 640 milioni di euro. Alle casse della Regione e dei Comuni sono andati 74 milioni di euro di cui 56 milioni di royalties.

 

Proprio le risorse e le potenzialità del territorio siciliano hanno portato lo scorso giugno alla firma di un protocollo tra la Regione Siciliana, Assomineraria e gli operatori sul territorio (EniMed, Edison e Irminio) che ha per oggetto investimenti complessivi in Sicilia per circa 2,4 miliardi di euro in 4 anni, con un’occupazione stimata intorno alle 7000 unità per l’intero periodo considerato.

 

L’accordo presuppone sicurezza, rispetto dell’ambiente e valorizzazione del lavoro sul territorio. Infatti i nuovi impianti industriali previsti dagli investimenti verranno costruiti in larga parte nei cantieri e nelle fabbriche siciliane. Il protocollo coinvolge anche i dipartimenti locali di Pesca e Beni Culturali, in linea con il comprovato impegno alla sostenibilità di questa industria che, come auspica il Presidente Pietro Cavanna, intende “individuare insieme agli Enti dedicati e alle Associazioni di categoria un percorso comune verso una coesistenza costruttiva”.

 

Idrocarburi, l’oro della Sicilia: Offshore Ibleo

900 milioni di euro di investimenti, una produzione cumulativa di gas naturale di oltre 10 miliardi di m3 in un periodo di circa 14 anni. Questi i numeri più significativi del progetto Eni/Enimed “Offshore Ibleo” che, in joint venture con Edison, prevede lo sviluppo integrato nel Canale di Sicilia di due giacimenti a metano, Argo e Cassiopea siti a circa 30 chilometri dalla costa di Licata e a una profondità di oltre 600 metri. Il progetto è stato studiato in modo da non comportare impatti in termini visivi e sulle attività di pesca, navigazione e turismo.

 

In quest’ottica è previsto il completamento di 4 pozzi sottomarini e il collegamento tramite condotte alla piattaforma di trattamento e compressione “Prezioso K”, estensione della piattaforma “Prezioso” ubicata a 11 chilomentri dalla costa. Il progetto prevede infine la connessione con il sistema di arrivo a terra del gasdotto “Greenstream” dalla Libia.

 

Idrocarburi, l’oro della Sicilia: Vega B

Dopo quasi trent’anni di attività della piattaforma siciliana “Vega A”, la realizzazione della sorella “Vega B” è sempre più vicina. Il progetto, sul quale il Ministero dell’Ambiente ha recentemente espresso parere positivo, prevede una nuova istallazione nel Canale di Sicilia, 20 chilometri a sud di Pozzallo e a 4 miglia dalla piattaforma esistente. 130 metri di profondità, due sealines di 6 chilometri per il collegamento a “Vega A” e 4 pozzi produttivi. Questa la progettazione studiata nel pieno rispetto della flora e della fauna marina presente al di sotto della piattaforma “sorella” già esistente, definita da coloro che gestiscono l’Area Marina protetta Isole Ciclopi “un’oasi di ripopolamento ittico”. 100 i milioni di euro di investimento da parte di Edison (60%) e Eni (40%) e oltre 2000 gli addetti coinvolti per un periodo di tre anni nella realizzazione dell’impianto. L’obiettivo, quindi, è quello di prolungare di almeno 20-25 anni la vita del campo Vega che ha ben 20 pozzi già attivi.