(da Assomin Notizie di Novembre 2009)
A conferma della situazione di stallo che sta perdurando in Italia, è la notizia
di questi giorni sull'avvio della produzione di gas nelle acque dell'Adriatico.
Due progetti gemelli: quello in acque croate è partito, quello in acque italiane
è ancora in fase di autorizzazione.
Infatti, Eni e la compagnia petrolifera croata INA, attraverso la partecipazione
paritetica nel consorzio INAgip, hanno avviato la produzione di gas da sei pozzi
della piattaforma Annamaria A, situata nelle acque croate del mare Adriatico;
la piattaforma gemella Annamaria B, situata nelle acque italiane, è invece ancora
nella fase di autorizzazione finale per l’avvio della produzione.
Lo sviluppo del giacimento Annamaria, che è a cavallo del confine nel mare Adriatico
fra Italia e Croazia, è regolato da un accordo complessivo chiamato Annamaria Integrated Development and Operative Agreement (AIDOA), ufficialmente approvato dai governi italiano e croato.
Il giacimento Annamaria produrrà a regime circa 1,6 milioni di metri cubi di
gas al giorno, contribuendo significativamente ai bisogni di gas di Italia e Croazia.
Eni opera la piattaforma A nelle acque croate, attraverso una partecipazione
al 50% con la croata INA nella joint venture INAgip. Opera la piattaforma Annamaria
B, in acque italiane, con una quota di partecipazione del 90% nella joint venture
con Ligestra.
Eni ha avviato le sue operazioni in Croazia nel 1996. L’attuale produzione di
INAgip supera i 5 milioni di metri cubi di gas al giorno, dei quali 0.8 milioni
di metri cubi al giorno provengono da Annamaria.