(da Assomin Notizie di Settembre 2009)
Sono incerte le previsioni sul futuro del prezzo del greggio, anche perché i
problemi internazionali, che spesso lo condizionano, sono sempre più intricati.
In primo piano quelli del Medio Oriente, con l’Iran per il quale la diplomazia
internazionale non è riuscita finora a trovare una strada che porti a una normalizzazione
della situazione.
Il prezzo del petrolio è risalito in agosto a 70$/b, un livello che dovrebbe
essere accettato dai Paesi OPEC come traguardo da mantenere in modo stabile. Hanno
infatti confermato le attuali quote di produzione, senza effettuare ulteriori
tagli.
Però sono in molti a prevedere forti aumenti del prezzo nel prossimo inverno,
compreso il numero uno di Gazprom, Alexei Miller che il 10 settembre ha affermato
che il prezzo del greggio tornerà nel corso del 2010 a 100$/b.
Per questo motivo continua la preoccupazione dei paesi industrializzati perché
un costo dell’energia troppo elevato condizionerebbe il loro sviluppo. In questa
situazione diventa sempre più indispensabile un’azione volta a massimizzare le
produzioni nazionali di petrolio edi gas, che è la risposta più immediata e sicura
alle minacce di un mercato la cui instabilità è divenuta ormai una norma.