(da Assomin notizie di Settembre 2009)
La PricewaterhouseCoopers ha realizzato, per l'American Petroleum Institute (API)
uno studio per quantificare il contributo dell’industria del petrolio e del gas
naturale ad occupazione, salari e valori aggiunti negli Stati Uniti. Si tratta
di un’iniziativa notevole che esamina i molti riflessi sull’intera economia del
Paese e sarebbe quanto mai opportuno un approfondimento analogo anche in Italia.
Il rapporto sottolinea come l’industria del petrolio e del gas è una struttura
fondamentale per i rifornimenti energetici degli USA. Il petrolio e il gas costituiscono
il 60% dei rifornimenti energetici del Paese e oltre il 99% del carburante che
gli americani usano per le loro auto, mentre 900 delle prossime 1.000 centrali
energetiche negli Stati Uniti sono progettate per usare gas naturale.
Oltre a questi importanti compiti ai quali assolve questa industria, ce ne sono
altri come datore di lavoro e come acquirente di beni e servizi, che hanno un
notevole peso sull’economia nazionale.
L’industria del petrolio e del gas naturale è uno dei maggiori datori di lavoro
del Paese, impiegando milioni di americani nell’esplorazione, produzione, processing,
trasporto e marketing.
Milioni di posti di lavoro sono poi compresi nell’indotto e nelle altre industrie
che sono collegate al settore idrocarburi,da qui la necessità di esaminare a fondoproblemi
e motivi che ostacolano il suosviluppo.Nel 2007, l’anno per il quale i dati erano
disponibili, PricewaterhouseCoopers stima che combinando insieme gli impatti degli
investimenti operativi e di capitale, il contributo complessivo dell’industria
USA del petrolio e del gas è ammontato a 9,2 milioni di posti di lavoro, contando
per il 5,2% dell’impiego totale nel Paese.
Il valore totale dell’industria di questo settore nel quadro dell’economia USA
è stato nel 2007 di oltre 1.000 miliardi di dollari, ossia il 7,5% del Prodotto
Interno Lordo degli Stati Uniti.