(da Assomin Notizie di Settembre 2009)
L’estrazione del petrolio e del gas dal settore britannico del Mare del Nord
continua a preoccupare compagnie petrolifere, Governo di Londra e opinione pubblica
inglese.
Ci sono ancora dai 15 ai 25 miliardi di barili di riserve da produrre, ma la
maggior parte è in reservoir ad alte pressioni ed elevate temperature e in acque
ultra profonde. Quindi con costi di estrazione elevati.
Malcom Webb, Chief Executive Officer dell’Associazione degli operatori del Mare
del Nord (UKOOA) ha detto che la maggiore minaccia al futuro del settore britannico
del Mare del Nord è la mancanza di competitività con altre regioni, in termini di economicità dei
bacini. Le tasse alte e i proibitivi costi di estrazione stanno soffocando gli
investimenti delle compagnie petrolifere.
Ha chiesto un intervento del Governo per una revisione del sistema fiscale.
Il Ministro dell’Energia dell’UK, Lord Hunt, ha dichiarato che l’industria, insieme
ai politici, deve essere talmente intelligente da trovare soluzioni per produrre
il petrolio e il gas contenuti ancora in questi reservoir.
Ha quindi avviato incontri e discussioni centrati sulla tassazione e su un regime
di regolazione stabile, che consentano di adottare la flessibilità necessaria
per adeguarsi ai cambiamenti intervenuti. I primi emendamenti nei budget sono
stati salutati con favore dall’industria. Il dialogo continua.