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Il libro di Massimo Nicolazzi: Il prezzo del Petrolio
Settembre 2009
(da Assomin Notizie di Settembre 2009)
 
E’ uscito in questi giorni l’ultimo libro di Massimo Nicolazzi: Il prezzo del petrolio, Boroli editore, 234 pagine, 14 euro. Massimo Nicolazzi ha lavorato a lungo all’Agip, prima come Capo dell’Ufficio Legale e poi nella gestione di attività all’estero (paesi dell’ex URSS). E’ stato quindi alla Lukoil e ora è Amministratore Delegato della Centrex Europe Energy and Gas, una controllata di Gazprom con sede a Vienna, attiva nella produzione e nella commercializzazione del gas naturale in Europa.
Nel libro viene tracciata una storia del petrolio vista con gli occhi di oggi, con un approccio totalizzante che va dalla dinamica dei fluidi a quella degli investimenti, dall’analisi dei paesi produttori a quella delle innovazioni tecnologiche e al ruolo delle energie rinnovabili sul futuro del petrolio. Il tutto contrassegnato da mille referenze e molte note.
Di storie del petrolio ne sono state scritte molte e alcune, come quella di Daniel Yergin (The Prize), quanto mai esaurienti. Nicolazzi nel suo lavoro esamina però da un’angolatura particolare tutti i fatti che si sono succeduti in questi 150 anni, da quando Edwin Drake perforò il suo primo pozzo petrolifero a Titusville, in Pensilvania, il 27 agosto 1859.
Afferma: quando ci prende l’ansia che i produttori possano chiudere il rubinetto, ci stiamo forse agitando invano.
Noi (consumatori) non possiamo fare a meno del carburante per la nostra mobilità. Ma loro (produttori) non possono fare a meno dell’alimento del loro reddito.
Per Nicolazzi l’indispensabilità del petrolio nasce da una realtà formidabile, la sua densità energetica e il suo essere liquido, che fanno sì che come carburante nessuno lo può battere. Una realtà scoperta da Winston Churchill nel 1912, quando era Lord dell’Ammiragliato. Una realtà che la Prima e la Seconda Guerra mondiale hanno ampiamente certificato. Abbiamo iniziato il ‘900 che eravamo meno di un miliardo. L’abbiamo finito che eravamo più di 6 miliardi. Molto ha aiutato la penicillina. Per il resto rivolgetevi al petrolio.


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