Il 24-25 maggio si è tenuta a Roma una riunione dei Ministri dell’Energia dei
paesi del G8 e del Commissario dell’Energia dell’Unione Europea. Vi hanno partecipato
anche i responsabili dell’Energia di diversi altri paesi, soprattutto produttori,
fra i quali: Algeria, Arabia Saudita, Cina, Egitto, Indonesia, Libia e Nigeria.
Il joint statement finale
E’ stato approvato, a conclusione della riunione, un joint statement che afferma:
- la necessità fondamentale di soddisfare la sicurezza energetica, la disponibilità di fonti e il loro impiego;
- l’impegno a contribuire al successo della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici;
- l’impegno a garantire l’accesso alle fonti energetiche nel rispetto dei principi
dello sviluppo sostenibile;
- la consapevolezza che, nonostante le strategie di diversificazione, i combustibili
fossili continueranno a dominare la scena energetica ed il conseguente lancio,
entro il 2010, diventi progetti CCS (Carbon Captureand Storage) per il sequestro
e lo stoccaggio di CO2;
- il sostegno all’uso civile dell’energia nucleare.
L’intervento di Paolo Scaroni
Il CEO dell’Eni Paolo Scaroni ha sottolineato che la crisi finanziaria mondiale
e la volatilità dei prezzi del greggio hanno avuto un impatto negativo sugli investimenti
nell’upstream. Questo rallentamento rischia di portare ad un nuovo aumento del
prezzo del petrolio.
Per risolvere il problema, Scaroni ha proposto la creazione di un’Agenzia globale
dell’energia. Sarà in questo ambito che potrà svilupparsi una piena collaborazione
fra paesi produttori e consumatori.
Nel petrolio non esiste un’agenzia globale che rappresenti tutti e che abbia
contemporaneamente gli strumenti per attuare iniziative concrete, come quelle
necessarie per stabilizzare i prezzi del greggio. Un obiettivo che si può raggiungere
con l’integrazione di tre meccanismi diversi:
- mutuare dal settore elettrico il sistema di gestione della spare capacity,
attraverso un apposito mercato di scambio delle prenotazioni della capacità inutilizzata,
che verrebbe certificata dall’Agenzia globale dell’energia. In tale modo si incentiverebbe
la creazione di una spare capacity, contrastando improvvise impennate dei prezzi;
- se i prezzi dovessero scendere troppo, interverrebbe un altro meccanismo, il
global stabilisation fund, che ha la finalità di assicurare un livello di ricavi
minimo ai paesi produttori;
- prevedere una gestione coordinata a livello globale delle scorte di petrolio
e prodotti finiti, al fine di fornire una pronta risposta a situazioni di emergenza.